Lounes Alexander Gjelaj
Benvenuto nel posto sbagliato al momento giusto.
Mi chiamo Lounes Alexander Gjelaj e sono un cetriolo di mare in fuga dalla realtà dal 1994.
Nessuno sa davvero da quale oceano io provenga. Alcuni dicono dagli abissi. Altri da un vecchio distributore automatico abbandonato in una stazione senza nome. Io personalmente mi sono svegliato con una sciarpa al collo, degli occhiali da sole troppo costosi per il mio conto in banca e la sensazione precisa di aver dimenticato qualcosa di importante… tipo la gravità.
Scrivo libri perché parlare con gli esseri umani normalmente richiede troppa burocrazia emotiva.
Di giorno galleggio elegantemente nel caos.
Di notte colleziono pensieri lasciati incustoditi nei sogni degli sconosciuti. Li asciugo, li piego bene e li trasformo in storie strane, malinconiche e leggermente pericolose.
Una volta ho vissuto tre mesi dentro una macchina da scrivere posseduta.
Un’altra volta sono stato bandito da una biblioteca in Portogallo per aver convinto la sezione horror che era autobiografia.
Non bevo caffè.
Il caffè beve me.
Mi piace fissare il vuoto finché il vuoto non si sente osservato. Indosso sempre una sciarpa perché il collo degli esseri cosmici è vulnerabile ai ricordi improvvisi. Gli occhiali invece servono a proteggere gli altri dal mio vero sguardo, che secondo alcune leggende può trasformare le persone in filosofi depressi o piccioni estremamente acculturati.
Scrivo storie per chi si sente un errore di battitura nell’universo.
E se senti strani rumori nel cuore della notte, tranquillo.
Probabilmente sto solo cercando di finire un capitolo.
Oppure il capitolo sta cercando di finire me.